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Vuoi sostenere altre mamme? Un vademecum per te!

Scritto da di Valeria Rapa   

pancione

Abbiamo pensato di pubblicare una serie di consigli per tutte quelle persone che hanno il desiderio di dar vita ad una realtà che offra servizi e supporto alla maternità e alla famiglia (anche se poi parte di questi consigli possono adattarsi anche ad altri ambiti di sostegno e intervento nel sociale). E' proprio grazie ad alcune mamme che ci hanno contattato attraverso il sito mammeacrobate.com chiedendoci lumi su questo argomento che è nata l'idea di creare questo portale.

Tante sono le donne, infatti, che dopo aver vissuto la maternità sentono in loro nascere la volontà di aiutare altre donne, altre mamme, nel cammino, a volte faticoso, della gravidanza e del puerpuerio, ma anche successivamente durante la crescita dei bambini. Come prima cosa, partiamo con il far chiarezza tra tutte le varie forme di organizzazione e aggregazione che un gruppo di persone che vuole impegnarsi nel sociale può scegliere.

 

Una organizzazione non a scopo di lucro è una organizzazione che, non essendo destinata alla realizzazione di profitti, reinveste gli utili interamente per scopi organizzativi. Nel momento in cui un'organizzazione no profit si scioglie, tutto il patrimonio va devoluto per legge ad un’altra no profit.Tra queste possiamo trovare:


-       Organizzazioni di volontariato: a caratterizzare tali associazioni sono la gratuità assoluta delle prestazioni fornite dai volontari in modo personale e spontaneo e il divieto assoluto di retribuzione degli operatori soci delle associazioni; la democraticità della struttura, l'elettività e la gratuità delle cariche associative.

-        Associazioni di promozione sociale: sono simili alle organizzazioni di volontariato, le differenze risiedono nella possibilità di remunerare i propri soci ma non è permesso effettuare attività commerciale. Tali attività, se svolte, devono essere marginali e strettamente collegate con il campo d’azione dell’organizzazione (ad esempio: si possono vendere maglie fatte a mano, se è una cosa che avviene nell’ambito di un mercatino per la raccolta fondi temporaneo, ma non se tutto l’anno queste maglie sono in vendita a chi le richiede perché si rischia di sconfinare nella mancata applicazione del regime IVA).  

-       Cooperative sociali: hanno per oggetto la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale e di interesse generale. Esistono quattro tipologie di cooperative: le cooperative di tipo A che svolgono attività finalizzate all’offerta di servizi socio-sanitari ed educativi, le cooperative di tipo B che forniscono attività di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, le cooperative di tipo misto che svolgono attività tipiche delle cooperative di tipo A, sia di tipo B ed infine i consorzi sociali, società cooperative aventi la base sociale formata in misura non inferiore al settanta per cento da cooperative sociali. Come l’associazione non hanno scopo di lucro, ma svolgono attività commerciale. Non avere scopo di lucro significa che gli utili vanno reinvestiti nella cooperativa e non divisi tra i soci come avviene nelle normali società. Devono, come le associazioni, garantire la democraticità dell'organizzazione e un coinvolgimento diretto dei lavoratori nella gestione, l'adozione di valori quali la giustizia sociale, le pari opportunità e la riduzione delle diseguaglianze. Vengono definite “imprese sociali”.

-       Fondazioni: sono enti senza fini di lucro con una propria sorgente di reddito che viene impiegata per scopi di utilità sociale. A differenza delle associazioni infatti, le fondazioni non trovano il loro fondamento nei soci e nelle attività da loro svolte, ma piuttosto nella possibilità di beneficiare di un patrimonio (che per legge deve essere non inferiore ai 100.000 euro) che dà loro un'ampia capacità finanziatrice.

-       Organizzazioni non governative (ONG): in seno alla categoria delle organizzazioni "non profit" rientrano anche quelle organizzazioni che di fatto, in genere in ragione di particolari princìpi ispiratori o di particolari modalità o luoghi di attività, costituiscono soggetti di rilevanza inevitabilmente politica e che vengono a loro volta classificate come ONG quando appunto il loro operato sia svincolato da quello del governo dello stato di appartenenza.

Un’altra forma di aggregazione che potrebbe essere utile se avete in mente un progetto preciso per il quale sono necessari dei fondi, come ad esempio attrezzare un’area verde con giochi per bambini, e il vostro scopo si esaurisce con questo, allora potete pensare ad un comitato.

Il circolo invece è un’attività collaterale delle associazioni, per cui per costituirne uno è necessario prima fare un’associazione.

I gruppi di auto-mutuo-aiuto invece si stanno diffondendo da alcuni anni prendendo spunto dal modello americano. Sono piccoli gruppi di persone che hanno un obiettivo comune e che si riuniscono a scadenze periodiche. Può trattarsi di cambiare un comportamento disfunzionale (come, per esempio, vincere la dipendenza dal alcool), superare un momento difficile oppure darsi reciprocamente un supporto pratico ed emotivo in una determinata situazione. Non sono seguiti necessariamente da esperti, ma ci si aiuta l’un l’altro con le proprie esperienze. Qui potete trovare un elenco di alcuni gruppi presenti in Italia, ma nulla vieta di provare a crearne uno con proprie finalità. Solitamente hanno alle spalle un’associazione, perché non sono regolamentati in altro modo, ma non è obbligatorio che ciò avvenga.

Infine, una precisazione: la definizione ONLUS non indica un tipo di aggregazione, ma un tipo di regime fiscale che permette alle strutture che non hanno scopo di lucro di avere delle facilitazioni.

In ogni caso, se intendete muovervi in questo settore, vi consigliamo di visitare il sito del CSV - Centro Servizio Volontariato www.csvnet.it

 

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